Riassunto

Il Governo sta valutando, nella prossima Legge di Bilancio (2026), l’aumento della soglia di esenzione fiscale per i Buoni Pasto elettronici da 8 a 10 euro al giorno. L’obiettivo è sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori, adeguando il valore del ticket al costo reale dei pasti, e favorire al tempo stesso le imprese, che continuerebbero a dedurre interamente la spesa. Oltre ai Buoni Pasto, sono allo studio altre misure di Welfare: il rimborso affitti per studenti universitari e ITS, esentasse, per chi studia lontano da casa e l’adeguamento dell’indennità di trasferta, ferma da decenni, portandola a 131 euro al giorno con indicizzazione Istat. Il settore dei Buoni Pasto ha un impatto rilevante sull’economia: sostiene circa 220.000 posti di lavoro, rappresenta lo 0,75% del PIL, e nel 2023 ha generato 419 milioni di IVA. Attualmente ne beneficiano circa 3,5 milioni di lavoratori.

Una soglia più alta per più valore

È allo studio, con ingresso previsto nella prossima legge di Bilancio (Manovra 2026), una misura di grande impatto per il Welfare Aziendale: alzare la soglia di esenzione fiscale per i buoni pasto elettronici da 8€ a 10€ al giorno.

La proposta, firmata dalla senatrice Paola Mancini (FdI) e ispirata dalla premier Giorgia Meloni, mira ad adeguare il valore del ticket al costo reale dei pasti e sostenere i dipendenti in un contesto di inflazione crescente.

Cosa cambia nella pratica?

  • Per i lavoratori: fino a 10€ al giorno il buono pasto non concorre al reddito imponibile (niente tasse, nè contributi).
  • Per le imprese: la spesa è integralmente deducibile, creando un vantaggio fiscale interessante.

Numeri che parlano chiaro

  • Secondo l’Osservatorio Welfare di Edenred, nel 2024 la media dei benefit aziendali erogati è stata di circa 1.000€ per dipendente, con un incremento del +10% rispetto all’anno precedente.
    • Considerando anche i buoni pasto, il valore annuo complessivo raggiunge 2.700€, equivalenti ad una o due mensilità nette aggiuntive per il ceto medio.
  • Il settore dei buoni pasto contribuisce per circa 0,75% al PIL, sostiene 220.000 posti di lavoro (diretti e indiretti) e nel 2023 ha generato 419 milioni di IVA per lo Stato.
    • Attualmente, ne beneficiano circa 3,5 milioni di lavoratori, con emissione affidata a 14 operatori.

Altre novità in arrivo

Il pacchetto di Welfare studiato non si limita ai buoni pasto. Tra le altre proposte:

  • Rimborso affitti per studenti universitari o iscritti agli ITS, con esenzione fiscale, per chi abita a oltre 50 km dalla sede di studio o impiega più di 60 minuti per raggiungerla.
  • Adeguamento dell’indennità di trasferta, ferma a valori espressi in lire (circa 50€), equiparando il livello a 131€ al giorno e collegandolo all’indicizzazione Istat.

L’impatto sul Welfare Aziendale

  • Dipendenti: percepiscono un benefit reale, concreto, e “netto” che migliora il potere d’acquisto.
  • Aziende: premiando i lavoratori con minor impatto contributivo, ottengono una leva motivazionale efficace.
  • Stato: pur rinunciando a una parte del gettito Irpef, guadagna in termini di maggiore consumo, IVA ed equilibrio sociale.