Il Welfare Aziendale si presenta oggi come una preziosa risorsa per imprese e lavoratori, delineando un panorama in cui l’attenzione verso il benessere delle persone si sposa con la responsabilità sociale delle organizzazioni.

Il Sesto Rapporto biennale del Laboratorio Percorsi di Secondo Welfare, presentato di recente all’Università degli Studi di Milano, offre uno sguardo dettagliato sulla situazione attuale, sottolineando il ruolo cruciale che il Welfare Aziendale svolge nell’ottica del “secondo Welfare” ed evidenziando come sia diventato uno strumento chiave per migliorare il clima aziendale ed offrire ai dipendenti maggiori possibilità in termini di work-life balance, sanità e previdenza.

Il mercato del Welfare Aziendale, guidato da società provider, ha un valore potenziale di 2,8 miliardi di euro e coinvolge ben 6,6 milioni di lavoratori, ma la sua diffusione non è uniforme.

Le micro e piccole imprese, insieme a quelle operanti in settori meno redditizi e nelle regioni del Sud, spesso ne traggono meno vantaggio. Tuttavia, emergono iniziative innovative di Welfare Territoriale, basate sulla creazione di reti che coinvolgono attivamente il territorio.

Queste iniziative non solo favoriscono una distribuzione più equa del Welfare Aziendale, ma diventano anche un terreno fertile per la coprogettazione e lo sviluppo di pratiche sostenibili. In un’epoca segnata da pandemie e aumenti dell’inflazione, le imprese sono chiamate ad implementare pratiche flessibili e ad adottare il Welfare Aziendale come strumento cruciale in materia di sostenibilità. Questa tendenza è particolarmente evidente nella crescita delle pratiche di flessibilità organizzativa, spesso integrate nel contesto più ampio del Welfare Aziendale.

L’approccio sostenibile al Welfare Aziendale diventa una leva strategica per posizionarsi sul mercato, migliorare l’immagine aziendale e mettere in evidenza i valori aziendali, il tutto in coerenza con l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Il Welfare Territoriale emerge come un esempio concreto di sostenibilità, poichè, attraverso la creazione di reti e partnership, si riducono le disuguaglianze legate al Welfare e si facilita il coinvolgimento di imprese in territori in cui questo concetto è ancora marginale.

Attraverso la costruzione di reti, il Welfare Territoriale diventa un motore di azioni collaborative e aggregative, trasformando le misure di Welfare in beni collettivi in grado di generare valore economico e sociale per l’intero territorio.

In questo contesto, le imprese diventano non solo attori economici, ma anche promotori attivi del benessere sociale e della sostenibilità, dimostrando che investire nel Welfare Aziendale è un passo fondamentale verso un futuro più equo e solidale per tutti.

 

Fonte: Sesto Rapporto sul Secondo Welfare