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I regolamenti

Il regolamento aziendale, in linea generale, è lo strumento a disposizione del datore di lavoro per delineare in maniera nitida un insieme di regole e di dinamiche organizzative e comportamentali che caratterizzano gli aspetti specifici dell’attività e dell’ambiente di lavoro.
In questo caso, per essere efficace, il regolamento che introduce un piano di welfare aziendale, deve prevedere un paniere di opere e servizi di un determinato valore economico offerti alla generalità dei dipendenti o a determinate categorie omogenee di essi e loro familiari, per le finalità di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria o culto , (cioè oneri di utilità sociale) e deve essere vincolante per tutta la durata del piano welfare (di almeno 2 anni). Andranno determinate anche le regole e le tempistiche per la fruizione, le categorie di beneficiari e ogni ulteriore aspetto risulti necessario tenendo presente che l’individuazione della categoria non può essere tanto stretta da creare discriminazione o realizzare in sostanza una erogazione ad personam in esenzione totale o parziale da contributi e imposte.

“A ciascuno il suo” Leonardo Sciascia

Diritto a favore dei dipendenti

Il regolamento aziendale deve quindi configurare un obbligo negoziale in cui il datore di lavoro è vincolato a riconoscere un determinato diritto a favore dei dipendenti anche se predisposto unilateralmente e non può essere “revocabile” o modificabile autonomamente per il periodo di vigenza. In caso contrario l’atto sarebbe qualificabile come volontario e quindi verrebbe limitata la deducibilità al solo 5 per mille delle spese sostenute. E’ condivisibile pertanto ritenere che, se nella redazione del regolamento aziendale viene prestata l’attenzione necessaria, ci si trovi davanti un ottimo strumento per migliorare la qualità della vita personale e familiare dei propri dipendenti alla luce del ruolo sempre più rilevante ricoperto dal welfare aziendale.