Riassunto

Due recenti chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate ampliano le possibilità di utilizzo del Welfare Aziendale: alcune spese scolastiche possono essere rimborsate anche se pagate dal coniuge e, per alcune prestazioni di assistenza, non è necessario convivere con il familiare.

Due recenti chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate hanno reso più semplice capire come utilizzare il Welfare Aziendale per alcune spese familiari. welfare aziendale 2026

Le novità riguardano soprattutto le spese di istruzione dei figli e le spese di assistenza per familiari anziani o non autosufficienti.

In particolare:

  • alcune spese scolastiche possono essere rimborsate anche se sono state pagate dal coniuge;
  • per alcune prestazioni di assistenza non è più necessario che il familiare viva con il dipendente.

Vediamo cosa significa concretamente.

Spese scolastiche pagate dal coniuge: si possono rimborsare?

Sì, in presenza dei requisiti previsti dalla normativa.

Con la Risposta n. 159 del 10 agosto 2026, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il dipendente può ottenere il rimborso Welfare di una spesa di istruzione sostenuta per un familiare anche quando il pagamento è stato effettuato dal coniuge.

Questo vale anche se il pagamento è partito da un conto corrente intestato esclusivamente al coniuge.

Un esempio semplice: la madre paga la retta scolastica del figlio, mentre il padre ha un credito Welfare Aziendale.

Il fatto che il pagamento sia stato fatto dalla madre non esclude automaticamente la possibilità per il padre di chiedere il rimborso tramite Welfare.

Resta comunque necessario presentare una documentazione chiara che permetta di verificare la spesa, il beneficiario e il pagamento effettuato.

Quali spese di istruzione possono rientrare nel Welfare?

L’articolo 51 del TUIR permette di utilizzare il Welfare Aziendale per diversi servizi legati a educazione e istruzione dei familiari.

Tra questi possono rientrare, ad esempio:

  • rette scolastiche;
  • servizi di educazione e istruzione;
  • mensa;
  • centri estivi e invernali;
  • ludoteche;
  • borse di studio.

Ogni spesa deve comunque rispettare i requisiti previsti dalla normativa e dal piano Welfare Aziendale.

RSA e familiari non conviventi: cosa cambia?

Un’altra importante novità riguarda l’assistenza ai familiari anziani o non autosufficienti.

Con la Risposta n. 163 del 14 agosto 2026, l’Agenzia delle Entrate ha analizzato il caso di un dipendente che aveva sostenuto le spese della RSA della madre, che però non viveva con lui.

Il chiarimento è importante: la mancanza di convivenza non impedisce automaticamente di ottenere il rimborso tramite Welfare Aziendale.

Questo significa, ad esempio, che un dipendente può sostenere le spese per la RSA di un genitore che vive in un’altra città e, se sono rispettati gli altri requisiti previsti, utilizzare il proprio Welfare Aziendale per richiederne il rimborso.

Il familiare deve convivere con il dipendente? welfare aziendale 2026

Non sempre.

Una modifica all’articolo 12 del TUIR ha chiarito che, per alcune prestazioni di Welfare Aziendale, il semplice richiamo ai familiari previsti dalla normativa non comporta automaticamente anche l’obbligo di convivenza.

È un cambiamento importante soprattutto per chi sostiene economicamente genitori anziani o altri familiari che non vivono nella stessa abitazione.

Resta però fondamentale controllare sempre i requisiti previsti per la specifica prestazione.

Cosa cambia concretamente per i dipendenti? welfare aziendale 2026

Questi chiarimenti rendono il Welfare Aziendale più vicino alle esigenze reali delle famiglie.

Il credito Welfare può infatti aiutare a sostenere spese che incidono molto sul bilancio familiare, come:

  • istruzione dei figli;
  • centri estivi;
  • servizi educativi;
  • assistenza a familiari anziani;
  • spese per RSA e servizi dedicati alle persone non autosufficienti.

Per questo è importante conoscere bene le possibilità offerte dalla normativa e verificare che il proprio piano Welfare permetta di utilizzarle.

Domande frequenti

Posso farmi rimborsare una spesa scolastica pagata da mio marito o mia moglie?

Sì. Il pagamento effettuato dal coniuge non esclude automaticamente il rimborso tramite Welfare Aziendale, se sono rispettati i requisiti previsti.

Posso utilizzare il welfare per la RSA di un genitore?

Sì, le spese per l’assistenza di familiari anziani o non autosufficienti possono rientrare tra le prestazioni di Welfare previste dalla normativa.

Mio padre o mia madre devono vivere con me?

Non necessariamente. Per alcune prestazioni di Welfare Aziendale la convivenza non è un requisito obbligatorio.

Il familiare deve essere fiscalmente a carico?

Non sempre. Dipende dalla prestazione utilizzata e dalla norma di riferimento.


Welfare Aziendale: più possibilità per sostenere le famiglie

I chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate confermano una maggiore flessibilità nell’utilizzo del Welfare Aziendale.

Le spese di istruzione possono essere rimborsabili anche quando sono pagate dal coniuge e, in alcuni casi, le spese di assistenza possono essere riconosciute anche per familiari che non convivono con il dipendente.

Per aziende e lavoratori significa poter utilizzare il Welfare in modo più concreto, soprattutto per affrontare spese familiari importanti.

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