Concludiamo la serie di interviste realizzate negli ultimi mesi con i protagonisti di Romagna Welfare 2024.

Oggi presentiamo Luca Sirilli, presidente della Fondazione Cervia per il Turismo e storico albergatore cervese, che condividerà la sua esperienza e visione sul futuro del settore turistico locale.

Come albergatore storico di Milano Marittima e presidente di Cervia In, potresti condividere con noi il tuo percorso e come queste esperienze hanno contribuito alla tua visione nel settore dell’ospitalità?

“Laureato in Ingegneria Gestionale, sono finito per tornare all’azienda di famiglia, un hotel a Milano Marittima costruito dal nonno nei primi anni sessanta.

Hotel che continuo a gestire con la mia compagna, quindi mi considero un albergatore di terza generazione. romagna welfare 

Ho sempre svolto attività sindacale all’interno di Federalberghi, associazione a cui appartengo e che mi ha spinto da circa un anno ad impegnarmi nella fondazione Cervia In per il Turismo, azienda che ha il compito di promuovere e commercializzare la mia città e motivo per il quale mi sto impegnando particolarmente.”

Negli ultimi anni, il turismo in Romagna ha subito notevoli cambiamenti. Quali pensi siano i principali fattori che attraggono oggi i turisti in questa regione, e come si è evoluta l’offerta turistica per rispondere a queste nuove esigenze?

“La Romagna è e sarà sempre la terra dell’ospitalità e del buon cibo. Rappresentiamo una meta sicura, terra dell’accoglienza in cui rilassarsi al sole, oppure uscire, fare sport o ballare, ma senza nessuna incertezza. La tua vacanza in Romagna è garantita. Ed è anche la terra in cui i nostri figli, come noi prima di loro, hanno fatto amicizie e hanno scoperto i primi amori.

Se non fossi romagnolo, verrei in vacanza con la mia famiglia in Romagna.” romagna welfare

Siamo noti per la nostra accoglienza, e in attività come la tua, il ruolo delle persone alla reception, in sala o al ristorante è cruciale. Tuttavia, molti dei tuoi colleghi segnalano difficoltà legate alla gestione del personale. Quali sono le principali sfide che hai riscontrato in questo ambito e come le stai affrontando?

“In effetti la situazione è molto cambiata negli ultimi anni. La mia è una gestione praticamente familiare e tratto i miei dipendenti sempre come parte della famiglia. Stipendio, tempi di riposo, benefit…, ma spesso non basta. Il lavoro stagionale ha perso l’appeal che aveva tra i giovani e oggi occorre davvero inventarsi sempre qualcosa di nuovo.” romagna welfare

Durante le interviste precedenti, abbiamo sempre mantenuto il focus sul Welfare Aziendale come strumento di supporto alle imprese. Tuttavia, Cervia è stata tra i primi Comuni in Italia ad abbracciare il welfare territoriale con la creazione della Cervia Card. Ci puoi raccontare come questo progetto ha preso forma e quali benefici ha portato alla comunità?

“L’anno scorso, davvero tra i primissimi in Italia, abbiamo creato la Cervia e Milano Marittima Card. Una Gift card del valore di 100 euro distribuita nelle principali piattaforme di Welfare italiane. Come primo anno siamo molto contenti di aver costruito un nuovo prodotto insieme a più di 50 albergatori aderenti al consorzio. Abbiamo ottenuto molta visibilità per la località anche se non tante vendite. Ma era tutto previsto. Quest’anno stiamo pensando di raddoppiare lo sforzo e entrare, sempre come località, oltre ai benefit, nel settore del Welfare Aziendale, collegando addirittura i channel manager dei singoli hotel. Riteniamo infatti che il Welfare Aziendale stia diventando un importante canale di acquisizione di nuovi turisti e vogliamo presentarci insieme con regole uguali per tutti i nostri soci.” romagna welfare

Unire le forze non è sempre semplice, vero?

“Storicamente la Romagna è sempre stata sinonimo di “vacanza al mare”. Abbiamo creato hotel dal nulla, preparato i servizi, il divertimento diurno e notturno. Non è poco. Poi i tempi sono cambiati e oggi occorre proprio un salto di mentalità. Dobbiamo ragionare tutti insieme come Destinazione e creare nuovi motivi per venire da noi. Poi collaborare non solo tra albergatori, ma tra categorie perché se i negozi chiudono la città non è accogliente e il turista non torna. Siamo sempre stati abituati a fare da soli ma oggi sono cambiate le regole del gioco e dobbiamo capire che o si vince tutti assieme o rischiamo di perdere quote di mercato a favore di altri mercati.”