Negli ultimi anni, il concetto di mobilità sostenibile ha guadagnato crescente rilevanza nel Pubblico e nel Privato.

L’idea di ridurre l’impatto ambientale dei trasporti e migliorare la qualità della vita nelle città ha spinto molte aziende a considerare soluzioni innovative per incoraggiare spostamenti più ecologici da parte dei dipendenti.

Ed ora, un recente chiarimento dell’Agenzia delle Entrate ha gettato nuova luce su questo tema, aprendo la strada ad interessanti opportunità nel campo del Welfare Aziendale.

Secondo la Risposta 74/2024 dell’Agenzia delle Entrate, i servizi di mobilità sostenibile per gli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti possono rientrare nei servizi di utilità sociale definiti dall’Articolo 51, comma 2, lett. f del TUIR. Questo significa che soluzioni come il car o scooter sharing (per i soli veicoli elettrici), il bike sharing, la ricarica elettrica dei veicoli, il monopattino elettrico e l’utilizzo dei mezzi pubblici locali possono essere considerati parte dei piani di Welfare promossi dalle imprese, con vantaggi dal punto di vista fiscale.

Cosa significa tutto ciò per le imprese e i loro dipendenti?

In primo luogo, questa novità offre alle aziende la possibilità di dimostrare un impegno concreto verso la sostenibilità ambientale. Oltre a contribuire alla riduzione delle emissioni e al miglioramento della qualità dell’aria, l’integrazione di servizi di mobilità sostenibile nel Welfare Aziendale può rafforzare l’immagine e la reputazione aziendale.

In secondo luogo, questo cambiamento può avere un impatto significativo sul benessere dei dipendenti. Offrire soluzioni di mobilità sostenibile può contribuire a migliorare la salute generale dei dipendenti, incoraggiando uno stile di vita più attivo e salutare.

Quali sono le condizioni per poter usufruire di questi benefici fiscali?

L’Agenzia delle Entrate ha precisato che i servizi di mobilità sostenibile devono essere riservati esclusivamente ai dipendenti che non hanno già un’auto aziendale come Fringe Benefit. È inoltre necessario che il piano di Welfare Aziendale stabilisca limiti di spesa e che non preveda il rimborso delle spese sostenute direttamente dal dipendente.

Questa decisione mette in luce il crescente riconoscimento del ruolo sociale della mobilità sostenibile. Oltre a contribuire al benessere delle persone e alla tutela dell’ambiente, la promozione di soluzioni di mobilità ecologica diventa sempre più centrale nelle strategie aziendali e nelle politiche pubbliche.

Il chiarimento fornito dall’Agenzia delle Entrate rappresenta quindi un importante passo avanti verso un futuro più sostenibile ed orientato al benessere, sia per le imprese che per i loro dipendenti. Integrare la mobilità sostenibile nei piani di Welfare Aziendale non solo offre vantaggi fiscali, ma contribuisce anche a creare luoghi di lavoro più sani e responsabili dal punto di vista ambientale.

 

Fonte: https://www.secondowelfare.it/privati/aziende/mobilita-sostenibile-e-welfare-aziendale-nuovi-chiarimenti-dellagenzia-delle-entrate/